La Cava nella storia: 500 anni di tradizione
Le tracce della storia nella cava
1747
1920
1930
A dimostrazione della storicità del marmo Grolla si riporta stralcio dal testo scritto da Ramiro Fabiani su "Le risorse del sottosuolo della provincia di Vicenza" - Ed. Peronato, Vicenza 1930
Cava Grolla – sulla destra dell’Agno.
Ha la fronte su una valle affluente e perciò per la pendenza dei banchi verso l’asse della valle principale, si presenta in condizioni favorevoli per lo sfruttamento.
Fornisce una varietà di marmo di tinta grigio-olivastra uniforme o venata, con picchiettature nere e bianche, denominata olivo e che può estrarsi in monoliti di grandi dimensioni.
Il maggior monolito estratto finora oltrepassava i 30 mc.
I blocchi tagliati con filo elicoidale, vengono caricati mediante un piano caricatore su un carrello servito da motore elettrico di 4 HP che mediante ferrovia e traversando su apposito ponte l’Agno,
va allo stabilimento detto di Spagnago, il quale al pari della cava è di proprietà della ditta Dalle Ore.
Questa esercisce anche altre cave sulla destra della valle in località Cengi, presso la frazione della Piana (comune di Valdagno) che forniscono varietà di marmo rosa e corallo.
Lo stabilimento di Spagnago (che è raccordato con la tranvia Recoaro-Vicenza) comprende tre telai, tre sega a filo elicoidale e un laboratorio comprendente una sagomatrice, una sega a diamanti,
una sega a disco carborundum, due levigatrici e quattordici martelli pneumatici. Consuma 70 HP.
Includendo nel computo anche il prodotto di una cava esercita da Olivieri Umberto, che trovasi quasi rimpetto allo stabilimento di Spagnago e fornisce marmo rosa,
la produzione complessiva della cava di marmo della Valle dell’Agno è di circa 1000 mc annui. Lavorano in media 50 operai al giorno.
I 4/5 della produzione vengono smerciati in blocchi grezzi squadrati, esportandoli principalmente nel Nord e nel Sud America, il resto viene lavorato nello stabilimento di Spagnago e destinato all’interno.
Nello stesso stabilimento una fornace da calce, utilizza i residui delle cave di marmo, con una produzione giornaliera di 6 tonn. di calce per otto mesi all’anno.
1980
Le principali cave erano quelle di Piazza, Grolla e Cengi, situate tra la Val Grolla e la Val Grossa, sulla destra del torrente Agno. Per molti anni questi siti estrattivi hanno rappresentato il cuore della produzione lapidea del territorio.
Nel 1980 avviene un passaggio fondamentale: le cave vengono accorpate in un unico grande complesso estrattivo. Nello stesso anno, la Soc. Ing. Dalle Ore viene acquisita da Faba Marmi Srl, che ancora oggi ne è l’attuale esercente.
Faba Marmi Srl diventa l’unico centro di produzione del “Marmo di Chiampo”, che da quel momento assume il nome di “Marmo Grolla”. Una denominazione nata dalla contrada più vicina alla cava, chiamata appunto Grolla, e destinata a diventare nel tempo un simbolo di identità, tradizione e territorio.
I progetti in Grolla nel passato
Ponte San Michele



